Corrier Economia, 05.03.2007
Il rapporto Eeag-Cesifo (www.cesifo.de) sull’economia europea dedica un capitolo al “miracolo” scandinavo che sembra combinare rapida crescita di Pil pro capite e occupazione, elevata spesa pubblica con stabilita macrofiscale e protezione sociale. Si tratta di un “modello” imitabile de Paesi come l’Italia? Il rapporto sottolinea, innanzitutto, che non esiste un unico modello scandinavo: Svezia e Finlandia hanno liberalizzato gran parte dei loro mercati dei prodotti e dei servizi senza introdurre rilevanti modifiche nel mercato del lavoro; in anni più recenti, la Danimarca ha puntato invece sulla riforma di tale mercato. Il rapporto mostra poi che le imprese svedesi e finlandesi hanno concentrato gli investimenti nelle tecnologie dell’informazione e utilizzato risorse umane con elevato grado di istruzione; il che ha assicurato , negli anni più recenti, tassi di crescita della produttività del lavoro superiori a quelli Usa. Il rapporto suggerisce infine che il successo di questi due Paesi è anche il risultato della loro lungo crisi di inizio anni ’90, superata in modo innovativo ma senza rinnegare i propri tratti sistemici di fondo. L’Italia sta oggi uscendo da una crisi ancora più profonda, ma non dispone di alcuno dei fattori di successo di Svezia e Finlandia. Eppure l’esempio scandinavo è utile perché spinge a liberalizzare i mercati dei prodotti e dei servizi, ma anche a fare leva sui tratti di forza della propria tradizione. Insomma, la sfida per l’Italia diventa: modernizzare nel rispetto della path dependence.
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