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"La Bce non può acquistare bond Lo vietano i trattati di Maastricht"

Interview mit Hans-Werner Sinn, Repubblica.it, 19.09.2011

Parla Hans-Werner Sinn, presidente dell'Ifo e ascoltato consigliere economico del Cancelliere Angela Merkel: "Nessun Paese è responsabile per i debiti di un altro. La Germania non può rischiare il default"


MILANO - "La Banca centrale europea continua a stampare moneta per i Pigs". Una strategia che la Germania contesta perché non prevista dai trattati dell'Ue e perché distorce la concorrenza come spiega Hans-Werner Sinn, presidente dell'Ifo e consigliere del Cancelliere Angela Merkel.

Cosa succede?

Il 68% dei crediti della Bce è stato emesso dalle banche centrali dei Pigs, ma adesso è in circolazioni fuori da questi Paesi, per una cifra che a inizio estate ammontava a 331 miliardi di euro. Non si tratta di un problema di liquidità, perché la creazione di moneta negli altri Paesi è calata dello stesso ammontare. Ma ogni Paese dovrebbe stampare solo la moneta necessaria al suo interno. Le risorse per importare devono essere prese in prestito sul mercato. Voglio essere chiaro, nel 2008 la Bce ha agito rapidamente, ma poi avrebbe dovuto smettere di intervenire comprando titoli di Stato. Lo vietano i trattati di Maastricht.

E quindi la Germania si oppone.

Certo. Non c'è un authority a cui appellarsi, altrimenti la Germania avrebbe agito contro queste decisioni.

Ma senza l'intervento della Bce cosa sarebbe successo?

I Paesi avrebbero già iniziato a tagliare prezzi e salari, invece, solo l'Irlanda si è mossa in questa direzione.

Quindi lei è contrario a qualunque programma di salvataggio?

No, ma ci sono delle soluzioni intermedie.

Quali?

Con un gruppo di economisti abbiamo messo a punto un processo in tre fasi: la crisi di liquidità, il rischio insolvenza e l'insolvenza totale. Nella prima fase il Paese in difficoltà ottiene tutte le risorse di cui ha bisogno per due anni. Se al terzo anno non è in grado di far fronte ai debiti scatta la fase due con rinegoziazione e taglio fino al 50% degli asset. Il vecchio debito viene rimpiazzato da nuove emissioni garantite all'80% dagli altri Paesi europei. Una vera assicurazione: lo Stato fallisce solo quando scadono le garanzie.

La Germania sta pensando di lasciare l'euro?

No, ma siamo preoccupati per il futuro. I trattati sono chiari: nessun Paese è responsabile per i debiti di un altro e non possiamo rischiare la bancarotta. L'esposizione della Germania è già vicina ai 400 miliardi, con un prezzo dei nostri Cds (l'assicurazione contro il default, ndr.) che sale dell'1% l'anno: c'è un 10% di possibilità che la Germania fallisca entro 10 anni.

Cosa dovrebbe fare l'Europa?

Guardate la differenza tra Germania e Italia. In 15 anni noi abbiamo tagliato prezzi e salari del 21% per essere più competitivi, voi siete diventati più cari del 48% rispetto a noi. Molti Paesi in Europa si comportano ancora come se avessero le loro valutei, eppure se l'Italia avesse sfruttato i benefici dell'euro in termini di tassi d'interesse avrebbe praticamente cancellato il proprio debito pubblico, invece il governo ha preferito consumare anziché risparmiare.

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